Durante il World Economic Forum di Davos, Niccolò de Masi, presidente e CEO della società statunitense di quantum computing IonQ, ha lanciato un avvertimento netto sul futuro della sicurezza digitale globale. Secondo de Masi, i progressi nel calcolo quantistico stanno avanzando a un ritmo molto più rapido di quanto governi e aziende avessero previsto.
In particolare, il CEO di IonQ ha dichiarato che il cosiddetto “Q-Day” - il momento in cui i computer quantistici saranno in grado di violare gli attuali sistemi di crittografia - potrebbe arrivare entro i prossimi tre anni. Una tempistica che, se confermata, metterebbe sotto forte pressione infrastrutture digitali oggi considerate sicure.
Il concetto di Q-Day è centrale nel dibattito sulla cybersecurity perché segna il punto in cui algoritmi crittografici largamente utilizzati, come RSA ed ECC, potrebbero diventare vulnerabili. Questo avrebbe implicazioni dirette su comunicazioni governative, sistemi finanziari, dati sanitari e servizi cloud.
De Masi ha sottolineato che non si tratta più di uno scenario puramente teorico o confinato ai laboratori di ricerca. A suo avviso, il rischio è concreto e richiede una preparazione immediata, soprattutto attraverso l’adozione di soluzioni di crittografia post-quantistica e strategie di difesa adeguate a un mondo in cui i computer quantistici saranno operativi su larga scala.
Nel suo intervento a Davos, il CEO di IonQ ha inoltre descritto il quantum computing come una trasformazione fondamentale dell’informatica, paragonabile al passaggio dalle CPU alle GPU. Secondo de Masi, l’introduzione delle Quantum Processing Unit potrebbe ridefinire le capacità di calcolo in settori chiave come la sicurezza, le comunicazioni, la ricerca scientifica e l’industria avanzata.
Se la previsione di un Q-Day entro tre anni dovesse concretizzarsi, ha concluso de Masi, il mondo potrebbe trovarsi di fronte a una corsa globale per aggiornare infrastrutture digitali, normative e sistemi di protezione prima che l’attuale crittografia diventi obsoleta.