Fotografo utilizza webcam pubbliche per "fotografare" le deserte città italiane



Mentre era costretto a casa per via dell'isolamento, il fotografo ungherese Milan Radisics ha intrapreso un progetto fotografico "alternativo". Non potendo uscire a fotografare, ha deciso di immortalare da lontano le città deserte d'Italia, utilizzando webcam pubbliche al posto della sua macchina fotografica e il tasto Print Screen al posto del pulsante di scatto.

Ha deciso di intitolare il progetto "Italia in pausa": 40 foto sulla quarantena dalla quarantena", e sia il luogo che il numero di foto che ha scelto sono simbolici. Come spiega Radisics, la parola quarantena ha avuto origine in Italia.

"La pratica della quarantena è iniziata nel corso del XIV secolo nel tentativo di proteggere le città costiere dalle epidemie di peste. Le navi che arrivavano a Venezia dai porti infetti dovevano restare ancorate per 40 giorni prima dello sbarco", dice Radisics. "Questa operazione, chiamata quarantina, derivava dalle parole italiane quaranta giorni".

Con questa idea in mente, Radisic  - ha deciso di trovare webcam accessibili al pubblico che mostrassero alcune delle destinazioni più popolari d'Italia... deserte. Dal Pantheon e Fontana di Trevi a Roma, a Piazza San Marco e al Ponte di Rialto a Venezia, ha voluto fotografare "luoghi affollati che si sono trasformati in vuoti scenari teatrali senza attori".

Di seguito alcuni scatti:























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