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Storia e origini del famosissimo effetto brokeh


Mike Johnston, curatore editoriale della rivista statunitense Photo Techniques, introdusse la grafia "bokeh" nel 1997 per suggerire ai lettori anglofoni la corretta pronuncia del termine giapponese "boke" ("sfocatura"), che era in uso dall'anno precedente. Alla diffusione del vocabolo contribuì anche il saggio How to photograph buildings and interiors di Gerry Kopelow, pubblicato nel 1998.
Il concetto di bokeh risulta intrinsecamente legato alla nozione di profondità di campo: mentre il contributo dello sfocato di ciascun obiettivo è caratteristico dello schema ottico e di conseguenza non modificabile dal fotografo, la scelta del valore di apertura e della distanza di messa a fuoco adatti, consentono al fotografo di manipolare la profondità di campo dell'immagine, permettendo così di regolare l'effetto del bokeh.

Il Brokeh può essere rotondo, esagonale, a forma di ciambella, a forma di occhio di gatto, vorticoso, persino quadrato. Si possono modificare le lenti e creare bokeh da sogno o "esplosivi". Oppure potete creare le vostre forme utilizzando un copriobiettivo o un cartone. Le possibilità sono infinite.


Con lenti adatte, l'effetto "sfocato" si può ottenere ricorrendo a un basso rapporto focale; le ottiche migliori per esaltare il bokeh, in virtù delle loro proprietà fisiche, sono i teleobiettivi e gli obiettivi per macrofotografia. La resa dello sfocato riveste un'importanza particolare anche per i cosiddetti obiettivi "medio tele", caratterizzati da lunghezze focali comprese tra gli 85 e i 150 mm, che spesso vengono utilizzati per i ritratti: nella ritrattistica fotografica, infatti, si sceglie solitamente un rapporto focale basso, minimizzando la profondità di campo al fine di creare un piacevole effetto "sfocato" dello sfondo che permetta di far risaltare maggiormente il soggetto principale.


Il Bokeh è diventato noto con l'avvento della fotografia digitale. Prima di allora, è interessante guardare alla pittura classica e come ha influenzato i primi fotografi. I pittori classici di solito evitavano la sfocatura sia in primo piano che sullo sfondo. Nei primi tempi della fotografia, le persone venivano fotografate in questo modo. Ma è interessante notare che, con l'evoluzione della fotografia, essa ha iniziato a influenzare la pittura moderna, completando in qualche modo il cerchio. Trovo piuttosto interessante il modo in cui le diverse forme d'arte si intrecciano.

Anche negli anni Settanta, il bokeh non era ancora popolare in fotografia. La prima immagine commerciale ricca di bokeh fu la copertina dell'album dei Pink Floyd del 1972 Obscured by Clouds. All'epoca, più di qualcuno la definì come una foto astratta.

Solo nel 21° secolo abbiamo iniziato a discutere su come usare tale effetto per aggiungere qualità alle nostre immagini - e di sicuro di modi ce ne sono molti. È stato allora che bokeh è diventato qualcosa di più di una semplice sfocatura dello sfondo - diventando una forma d'arte.
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