Non servono carri armati per mettere sotto pressione un continente. Basta una mail con scritto “c’è una bomba a bordo”, o un congelatore che si scalda nella notte. La guerra ibrida funziona così: colpisce la vita di tutti i giorni, crea paura e confusione, e resta sotto la soglia di un conflitto aperto. Ora c’è un acceleratore in più, l’intelligenza artificiale.
Partiamo dai cieli. Martedì 3 novembre circa dieci voli in vari Paesi europei hanno ricevuto falsi allarmi bomba. Giovedì 5 novembre è arrivata una nuova ondata: almeno 18 voli coinvolti, sei collegati all’Italia. Un Airbus da Dublino a Roma è stato dirottato nella base militare francese di Évreux. Un Finnair da Helsinki è atterrato a Fiumicino scortato dai caccia italiani. Un Wizz Air partito da Malpensa e diretto a Varsavia è atterrato a Vienna. Altri allarmi hanno riguardato tre Ryanair in Bulgaria e aerei diretti a Praga. In nessun caso è stato trovato esplosivo.
Per i voli diretti a Roma l’allarme è partito da una sola mail, scritta in italiano, arrivata all’alba agli indirizzi di Aeroporti di Roma. Era firmata dai “Combattenti dello Stato Maschile” e finiva con la frase “oggi il vostro cielo diventerà rosso”. Il nome richiama un movimento estremista russo, misogino e ultranazionalista, bandito in Russia dal 2021. Ma chi abbia scritto davvero la mail non è accertato. Il nome era già comparso in un altro caso di falsi allarmi, ed è un modo facile per sembrare qualcun altro.
Poi ci sono i frigoriferi. A partire dal 12 ottobre, quando è stato registrato il primo episodio in Francia, gli attacchi hanno colpito i sistemi di refrigerazione dei supermercati in diversi Paesi europei. In Francia sono stati coinvolti centinaia di punti vendita, con decine di milioni di euro di danni stimati. In Italia gli impianti colpiti sono una decina, soprattutto tra Veneto e Sicilia, con danni limitati. E' stato pubblicato un video in cui due gruppi filorussi, NoName057(16) e Z-Pentest, rivendicano gli attacchi. Dicono di aver sfruttato funzioni già presenti nei sistemi, senza usare virus. Il Viminale parla di “azione ostile coordinata a livello europeo”. I servizi di sicurezza spiegano che in Italia l’impatto ha riguardato sistemi obsoleti. Secondo Reuters, il Pentagono tratta come possibile attacco informatico anche i guasti ai frigoriferi di almeno sei spacci di basi militari americane, ma il legame resta da chiarire.
Il quadro è più ampio. Ad agosto un drone carico di esplosivo è stato trovato sulla pista dell’aeroporto di Lipsia, vicino ad aerei ucraini, e le autorità lo hanno ricondotto alla Russia. A ottobre ci sono stati incendi e tentati incendi contro impianti Starlink in Lituania, Bulgaria e Polonia. Solo in Germania la polizia ha registrato 165 casi sospetti di sabotaggio e 747 incidenti con droni nei primi otto mesi del 2026. Sono episodi diversi, ma hanno un punto in comune: costano poco a chi attacca e molto a chi si difende.
Qui entra in gioco l’IA. Finora non ci sono prove pubbliche che sia stata usata in questi episodi, ma il rischio è concreto. La responsabile del GCHQ, l’intelligence britannica, ha detto che l’intelligenza artificiale è già impiegata per cyberattacchi, spionaggio e disinformazione. Una mail minatoria in italiano perfetto, per esempio, oggi non richiede più un madrelingua. Con un modello IA se ne possono scrivere migliaia, tutte diverse, in tutte le lingue. Le autorità, di fronte a ognuna, devono comunque agire: aerei fermi, caccia in volo, artificieri al lavoro. Lo stesso vale per i sistemi industriali. L’IA può aiutare a cercare in rete dispositivi vecchi e senza protezione, come i controller dei frigoriferi, e a programmare gli strumenti per entrarci. Un lavoro che richiedeva settimane può richiedere ore. Per questo l’Italia sta lavorando per adeguare le difese alle sfide delle tecnologie strategiche.
Sul fronte dell’informazione i numeri sono pesanti. Secondo NewsGuard, nella prima metà del 2026 i contenuti falsi che imitano testate vere sono saliti da 44 a 421, un aumento dell’850%. C’è anche una tecnica chiamata LLM grooming: si riempie il web di articoli falsi perché i chatbot li leggano durante l’addestramento e li ripetano come fatti. L’IA diventa sia l’arma sia il bersaglio.
Cosa possiamo fare? Per le imprese la lezione è concreta: aggiornare i dispositivi, staccare dalla rete ciò che non deve essere online e provare i piani d’emergenza. Per i cittadini vale ciò che ha ricordato l’ammiraglio Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della NATO: il primo baluardo è l’informazione. Prima di condividere una notizia choc, controllate chi la pubblica e se altre fonti la confermano. Un volo in ritardo o un frigorifero rotto sembrano problemi piccoli. Messi in fila, mostrano una guerra ibrida che passa dalla nostra quotidianità, e l’IA può renderla più veloce ogni mese.
