Il primo computer quantistico a quantum annealing installato in Italia è stato inaugurato oggi, 16 ottobre. Si chiama Advantage2 ed è stato costruito dall’azienda americana D-Wave. Era stato annunciato il giorno prima al Digital Innovation Forum 2026. Ora è a Villa Saporiti, a Como, dove si è svolto l’evento “Quantum per l’Italia” promosso da Q-Alliance. La data non è casuale: siamo nel periodo che porta al bicentenario della morte di Alessandro Volta, comasco. Nell’ecosistema di Q-Alliance il sistema si chiama VoltaB1.
Partiamo dai numeri. Il sistema ha più di 4.400 qubit. Il qubit è l’unità di base di un computer quantistico, un po’ come il bit per i computer di casa. Dietro l’operazione c’è un accordo da 10 milioni di euro tra D-Wave e la svizzera Swiss Quantum Technology (SQT). Secondo il comunicato, SQT ha acquistato il 50% della capacità della macchina per cinque anni. Ha anche un’opzione per comprarla tutta.
Che cosa fa, in concreto, un computer a quantum annealing? Non è un computer quantistico “universale”. È pensato per risolvere un tipo preciso di problemi: quelli di ottimizzazione. Un esempio semplice: trovare il percorso migliore per una flotta di camion, o organizzare i turni di una fabbrica, tra milioni di combinazioni possibili. D-Wave dice che aziende dell’aviazione, della manifattura, delle telecomunicazioni e della sanità usano già Advantage2 per questa tipologia di lavori, oltre che per la simulazione di materiali e l’intelligenza artificiale.
Una precisazione importante, soprattutto per chi segue il tema della sicurezza informatica. Un computer di questo tipo non è ciò che preoccupa chi si occupa di crittografia. Non serve a rompere le chiavi che proteggono i nostri dati. Per quello servono i computer quantistici “a porte logiche”, ancora molto più indietro.
Come si userà? Il sistema sarà raggiungibile via cloud con il servizio Leap di D-Wave. L’azienda parla di una disponibilità del 99,9%. Ricercatori, università e imprese europee potranno collegarsi da remoto, senza dover comprare un impianto. Resta però un dato da chiarire: il comunicato non indica una data per l’avvio dell’accesso ai clienti.
Va detto anche che le prestazioni citate vengono dall’azienda. D-Wave sostiene che Advantage2 abbia battuto un supercomputer classico su un problema di simulazione dei materiali, che ai computer tradizionali avrebbe richiesto quasi un milione di anni. È un risultato dichiarato dal produttore, e nel mondo scientifico questi confronti vengono discussi e verificati.
Per l’Italia è comunque un passo concreto. Finora si è parlato molto di strategie e dichiarazioni, come quella firmata a Milano a giugno al World Tech Conference, occasione in cui ero presente anch’io in qualità di relatore. Adesso c’è un computer vero, in un luogo preciso. Ma un computer, da solo, non crea un settore. Servono persone formate, imprese che sappiano cosa chiedergli e progetti che arrivino fino al risultato. Il vero test comincia ora.
