Google Pixel 11: il lancio è fissato per il 12 agosto

Google ha una data. Il 12 agosto 2026, a New York, si terrà il Made by Google, l'evento annuale con cui l'azienda presenta i suoi nuovi dispositivi. L'appuntamento è fissato alle 18:00 ora della costa est americana, che equivale a mezzanotte in Italia, in diretta sul canale YouTube dell'azienda e sul Google Store. A condurre sarà il comico Trevor Noah, ex volto del Daily Show, che prende il posto di Jimmy Fallon dell'anno scorso.

La scelta del conduttore non è un dettaglio da poco. Da due anni Google ha smesso di fare la classica presentazione tecnica con gli ingegneri sul palco e le slide piene di numeri, scegliendo un formato da spettacolo serale, con ospiti provenienti dal mondo dello sport, della musica e del cinema. Nel video teaser diffuso il 6 agosto compaiono, tra gli altri, il cestista Stephen Curry, la podcaster Alex Cooper, il cricketer indiano Shubman Gill, l'attrice giapponese Ayami Nakajo, la dj Peggy Gou, la cantante PinkPantheress e l'ex allenatore Steven Gerrard. Non è detto che siano tutti presenti fisicamente: lo scorso anno Curry apparve solo in un video registrato. È una lista costruita per parlare a mercati diversi, dall'India al Giappone, più che agli appassionati di tecnologia.

Riguardo i soggetti della presentazione, invece, l'ufficialità è pochissima. Google ha mostrato per un istante il Pixel 11 Pro con una tecnologia che ha chiamato "HiLight active" e la stessa cosa vale per il Pixel Watch 5. Nient'altro. Tutto il resto di quello che si legge in questi giorni arriva da leak, cioè informazioni uscite prima del tempo da fornitori, rivenditori o enti di certificazione, e ricostruite dai siti specializzati.

Le indiscrezioni parlano di quattro telefoni: Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e un Pixel 11 Pro Fold, il modello pieghevole. Il cuore comune sarebbe il nuovo processore Tensor G6, il chip progettato da Google. La novità più ripresa nel web riguarda il modo in cui viene prodotto: si parla del processo produttivo a 2 nanometri di TSMC, l'azienda taiwanese che fabbrica i chip più avanzati al mondo. In parole semplici, transistor più piccoli significano meno calore e meno consumo a parità di lavoro svolto. Per un telefono che deve far girare funzioni di intelligenza artificiale direttamente in locale, senza mandare tutto ai server, è il margine di manovra che serve. Sempre stando a quanto riferito dalle varie fughe di notizie, ci sarebbe anche un cambio di modem, con il passaggio da Samsung a MediaTek, e un nuovo coprocessore di sicurezza chiamato Titan M3.

Sulla fotografia le indiscrezioni si contraddicono, ed è il punto più interessante da tenere d'occhio. Tutte le ricostruzioni concordano su una configurazione a tre obiettivi per i modelli Pro, con zoom digitale spinto fino a 120 ingrandimenti contro i 100 della generazione precedente. Sulla fotocamera frontale, invece, alcune fonti parlano di un sensore invariato, altre di un taglio netto rispetto al modello attuale. Anche sulla memoria i numeri circolati non coincidono. Sono differenze che raccontano bene come funziona questo genere di anticipazioni: schede tecniche parziali, versioni prototipo, elenchi interni che cambiano fino all'ultimo.

Il capitolo prezzi è quello che riguarda più da vicino chi compra. Google ha ammesso che ci sarà un aumento, spiegandolo con il costo dei chip di memoria, salito in modo consistente sui mercati internazionali. Le cifre che girano indicano un modello base intorno agli 899 dollari o euro, con la versione Pro sopra i mille e il pieghevole vicino ai 1.900. Cambierebbe anche il taglio di partenza dello spazio di archiviazione, che salirebbe da 128 a 256 gigabyte: più memoria a bordo, ma anche una base di prezzo più alta. Vale la pena ricordare che i listini europei seguono logiche proprie, tra tasse e cambio valutario, e che le cifre americane non si traducono mai in modo automatico.

Resta un dato che dice qualcosa sull'industria più che su un singolo telefono. A tre giorni dalla presentazione, di questa gamma si conosce quasi tutto: processore, schermi, batterie, obiettivi, prezzi, perfino i colori. Le fughe di notizie non sono più episodi isolati ma un flusso continuo che accompagna ogni lancio, e che di fatto svuota l'evento del suo contenuto informativo. Quello che resta sul palco è la parte narrativa: come Google racconterà le nuove funzioni di intelligenza artificiale, quali useranno davvero le persone e quali resteranno dimostrazioni.

Fino a mercoledì sera, comunque, la distinzione da tenere ferma è semplice. Ufficiale è la data, il luogo, il conduttore e l'esistenza di un Pixel 11 Pro e di un Pixel Watch 5. Tutto il resto, per quanto dettagliato e proveniente da fonti che negli anni si sono rivelate spesso affidabili, è ancora materiale non confermato. 

Nuova Vecchia

Contattami