Anthropic riaccende Fable 5: cosa cambia davvero dopo lo stop imposto da Washington

Il caso Fable 5 si chiude, almeno per ora, ma lascia sul tavolo alcune domande che meritano di essere seguite con attenzione. Il 12 giugno il Dipartimento del Commercio statunitense aveva imposto controlli sulle esportazioni tanto a Fable 5 quanto al suo gemello più potente, Mythos 5, obbligando Anthropic a sospendere l'accesso per qualsiasi utente non cittadino americano, ovunque si trovasse, inclusi i propri dipendenti stranieri. Non disponendo di un sistema affidabile per verificare la nazionalità in tempo reale, l'azienda aveva scelto di disattivare entrambi i modelli per tutti, senza eccezioni.

Il 30 giugno il governo ha revocato i controlli e, dal 1° luglio, Fable 5 è tornato disponibile a livello globale su Claude Platform, Claude.ai, Claude Code e Claude Cowork. Mythos 5 resta invece su un perimetro molto più ristretto: l'accesso è stato ripristinato solo per un sottoinsieme di organizzazioni statunitensi che partecipano al Project Glasswing, mentre alcune realtà estere che ne godevano prima del blocco restano ancora escluse.

All'origine della vicenda c'è un jailbreak individuato dai ricercatori di Amazon, capace di indurre Fable 5 a segnalare vulnerabilità software e, in un caso, a generare codice dimostrativo di come sfruttarle. Secondo la ricostruzione di Anthropic, però, lo stesso risultato era ottenibile anche con modelli meno avanzati, incluso Opus 4.8, GPT-5.5 e Kimi K2.7: la falla, insomma, non rifletterebbe capacità offensive esclusive di livello Mythos, ma un caso limite delle misure precauzionali di Fable 5, progettate per bloccare per eccesso di cautela anche richieste di cybersecurity difensiva e sostanzialmente innocue. Per rimediare, l'azienda ha addestrato un nuovo classificatore di sicurezza che, a suo dire, blocca la tecnica segnalata in oltre il 99% dei casi; le richieste intercettate vengono automaticamente reindirizzate a Opus 4.8, con relativo avviso all'utente.

Sul fronte commerciale, la novità più concreta riguarda proprio il modello di accesso di cui si vociferava nei giorni scorsi attraverso alcune stringhe emerse dall'app Claude: Anthropic ha confermato ufficialmente che per i piani Pro, Max, Team e alcuni Enterprise selezionati, Fable 5 sarà incluso fino al 50% dei limiti di utilizzo settimanali solo fino al 7 luglio, dopo di che l'accesso passerà a un sistema basato su crediti di utilizzo. Non è invece confermata, almeno nella comunicazione ufficiale, l'ipotesi di una verifica d'identità obbligatoria legata a questo nuovo schema: resta un elemento da verificare nelle prossime settimane, man mano che i dettagli del nuovo modello di fatturazione diventeranno operativi.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di frizione tra Anthropic e l'amministrazione statunitense, che comprende anche la designazione dell'azienda come "supply chain risk" da parte del Segretario alla Difesa a marzo e la causa legale che Anthropic ha intentato di conseguenza, ancora pendente. Nel frattempo, l'ordine esecutivo del 2 giugno sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale avanzata ha aperto un percorso volontario per la revisione governativa dei modelli più avanzati prima del rilascio pubblico, un meccanismo a cui Anthropic ha dichiarato di voler aderire per i modelli che comportano un salto rilevante di capacità rispetto alla sicurezza nazionale. Resta però un nodo di fondo, sottolineato da più osservatori: quando Washington vuole intervenire rapidamente su un modello di frontiera, lo fa ancora attraverso strumenti improvvisati come i controlli sulle esportazioni, non attraverso un processo vincolante e strutturato. È un tema che promette di tornare d'attualità al prossimo lancio di un modello di questa portata, da qualunque laboratorio arrivi.

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